METAPOLITICA
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LA SPADA DI PERSEO UN NUOVO LIBRO DI PRIMO SIENA
Esistono virtù civili che non sono dettate da una scelta arbitraria, ma affondano le radici in principi superiori alle umane, opinabili opinioni. La fedeltà alla tradizione, l’identità con la propria cultura, l’amore per la lingua e la terra natali, la fierezza delle origini, sono valori potenziali che tradotti in atto nella vicenda storica danno vita alla Civiltà. L ’impegno dedicato alla Civiltà è la metapolitica: un combattimento spirituale affrontato nell’agone dell’accadimento umano. Primo Siena è personaggio assai noto. Volontario sedicenne nella Repubblica Sociale, è stato fra i fondatori del Movimento Sociale Italiano, nei cui ranghi ha ricoperto incarichi di responsabilità. Oratore di effetto, scrittore dalla prosa fluida, personalità di forte sentire, generosa, romantica. Studioso di storia e di filosofia della politica, è autore di numerosi lavori nelle cui pagine il rigore della ricerca si coniuga con l’originalità di una riflessione personale. Da alcuni lustri vive nell’America Latina, dove si è trasferito per esigenze professionali e dove grazie alla intensa attività di docente e di conferenziere interpreta e difende il grande patrimonio della cultura europea. L’ultima fatica di Siena è in lingua spagnola e porta il titolo La espada de Perseo. Perseo è l’eroe della mitologia greca che decapitò Medusa, e l’evocazione di questa figura fa ben intuire quale sia lo scopo del libro: confutare gli errori del nostro tempo (Medusa) ricorrendo alle armi della tradizione metapolitica. Infatti il sottotitolo suona: itinerarios metapolìticos. Muovendo dai primordi del pensiero politico classico, l’Autore, nel corso di un’ampia disamina degli scritti dedicati al reggimento della cosa pubblica, ripercorre il cammino speculativo di Platone e Cicerone, i quali, mai confutati maestri dell’arte e della dottrina del governo, furono assertori dello stretto legame che deve stringere la prassi ai principi che la ispirano e la informano. Il filo delle argomentazioni si dipana fino alla lettura di un illustre pensatore dell’Ottocento, Juan Donoso Cortés, autore di un capitale Saggio sul cattolicesimo, il liberalismo e il socialismo, teso a dimostrare come il divorzio dell’ agire storico dai principi spirituali determini la rovina degli stati. Nel corso dello studio delle istituzioni e forme di governo, Siena ha cura di restituire la giusta va-lenza a parole e concetti il cui significato è stato stravolto ad opera di cattivi interpreti. Incorre però, a nostro parere, in errore quando rettifica e difende l’idea di democrazia corroborandola con il valore dell’organicità. Ora, come è noto, i trattatisti politici classici hanno quanto alla dottrina delle istituzioni politiche denominato politia la forma del governo popolare. La democrazia ne è la corruzione, è la tirannia del numero, l’affermazione della quantità. Democrazia organica è una contraddizione in termini, dove l’aggettivo è impotente a giustificare il sostantivo. Organica è una realtà articolata gerarchicamente, equilibrata, simmetrica. Una forma corrotta è in quanto tale disorganica, le sue parti disconnesse provocano conseguenze fatalmente disgregatrici. Siena difende il suo assunto con pagine dense e documentate, alla cui critica è insufficiente una concisa confutazione; ma tanto basta per dare espressione al punto di vista dell’estensore di queste note. L’idea organica si apparenta propriamente, per esempio, con quella di società. O di stato; e in proposito la scuola austriaca di Othmar Spann ha tracciato un solco profondo nel campo della filosofia sociale. Una parte cospicua del libro è dedicata a una meditazione della storia di ampio respiro. Il provvi-denziale incontro fra il cristianesimo e la romanità, grazie al quale il messaggio evangelico acquisì valenza universale (la Roma onde Cristo è romano). La visione imperiale di Dante. L’umanesimo di Petrarca , ponte fra la concezione medievale del mondo e la riscoperta della classicità. L’ariosa speculazione di Vico sulla ciclicità della storia. Su ognuna di queste epoche, su ognuno di questi pensatori Siena si sofferma dispiegando una vasta erudizione, offerta al lettore con vivace vena espositiva. Il profilo di tre autori metapolitici occupa le pagine conclusive dell’opera. Vi sono tratteggiati i ritratti del grande umanista cristiano Romano Guardini; di Vintila Horia, nei cui romanzi traspare una metafisica dell’esilio; dello scienziato Alexis Carrel. La spada di Perseo è il bilancio di un lungo impegno di studio e di battaglia, l’approdo dopo una lunga navigazione di cui Siena ci racconta nella bella introduzione, che meriterebbe di essere trascritta per intero come scorcio di una vita e frammento di buona letteratura. Ed ecco, in rapida successione, la memoria degli scrittori che ne armarono il carattere, quando il ritorno dalla guerra e dalla prigionia si volse in ritorno sui libri: i pugnaci Papini e Giuliotti. Il ricordo grato dei maestri che ne fecondarono la maturazione intellettuale: il saggista, letterato, germanista Guido Manacorda; il cattedratico aristotelico-tomista Marino Gentile. Il cenno affettuoso all’amico“fiorentino teocratico”Attilio Mordini anch’egli reduce dalla Repubblica inattuale esegeta di una patristica traslata con venature arcane. E poi, la scoperta di Gentile e di Evola, i dioscuri sommovitori della giovane intellighenzia del “fascismo dopo Mussolini”. E, finalmente, l’incontro, rievocato con un accento di nostalgia, con il metafisico Silvano Panunzio un grande immeritamente misconosciuto cui il lavoro è dedicato, che iniziò l’Autore alla scuola della metapolitica, della quale egli è a sua volta da annoverare come autorevole guida.
Rodolfo Gordini
La espada de Perseo. Itinerarios metapoliticosUniversidad Gabriela Mistral. Istituto italiano de cultura. Santiago del Chile, 2007 pp. 343 (primosiena@mi.cl)
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