METAPOLITICA

       

La profezia dei Maya

 

            Nel 1987-88 scrissi per “Metapolitica” un lungo studio sul dato tradizionale riguardante il capovolgimento dei poli terrestri, e quindi della Terra stessa, prendendo lo spunto da Fulcanelli e ritrovandola anche altrove. Lessi anche tra le righe del noto “Mulino di Amleto” di de Santillana e von Dechend allusioni al capovolgimento, ignorate dagli autori suddetti. L’Angelo con la “mola” di Apocalisse 18, 21 ss. divenne molto chiaro quanto all’azione che andava a compiere. La causa del capovolgimento non risultava però ben nota.

 

            Negli anni ’90 cominciò ad essere divulgata una profezia maya riguardante un loro vasto ciclo calendariale detto Computo Lungo, che poneva l’inizio dell’ultimo ciclo al corrispondente nostro 3114 a.C., precisamente nell’ Agosto, e ne poneva la fine al 21-22 Dicembre del 2012, ossia al Solstizio d’inverno, il tutto per una durata di 5125anni. La nota sensazionale fu che, per la dottrina maya, come per la precedente Era avvenne un diluvio,  per la fine dell’ era in corso, quella del c.d. Quarto Sole, è prevista una catastrofe, in vista dell’inizio del Quinto Sole.

            La decifrazione autentica dei documenti maya calendariali (in qualche manoscritto con i calcoli e le date sui monumenti) era già nota da tempo dopo un lungo lavoro che culminò nell’opera di Eric Thompson (+ 1975). Così, un libro di Gilbert e Cotterel riportava come si ritenesse che il pianeta Venere “nacque” appunto nel 3114 a.C. (1). (Sarebbe allora in errore Velikovsky che lo poneva circa nel 1500 a.C., salvo altre interpretazioni più semplici). Il tempo medio del movimento di Venere (584 giorni) fu usato come base per calcoli sui tempi lunghi calendariali. Il libro in questione tende a dimostrare che le catastrofi terrestri furono in connessione con l’attività solare, visibile attraverso le “macchie”, con inversione del campo magnetico terrestre e inclinazione dell’asse, ma probabilmente, come vedremo, dev’esserci qualcosa di più. Notiamo, intanto che effettivamente, a partire da prima dell’anno 2000, l’attività solare è molto aumentata, e non segue più il solito ciclo di  11,5 anni.

            Le proiezioni astronomiche del 22 dic. 2012 danno per il tramonto la discesa di Venere sotto l’orizzonte a occidente mentre le Pleiadi si leveranno ad est, seguite subito da Orione. Dal punto di vista di chi ha compreso come i dati tradizionali, nel caso specifico quelli astronomici uniti ai dottrinali, siano importanti qualitativamente per la cosmologia, al di là della roboante, ma tanto vagante nell’indeterminato, cosmologia moderna,  dati dicevo, rivelati e probabilmente risalenti all’inizio della Tradizione Primordiale, 64.800 anni fa,   è interessante il richiamo alla dottrina che a noi è giunta attraverso i tardi pitagorici e platonici, quella delle Porte del solstizio, Porta del Cancro e Porta del Capricorno, Porta degli Uomini e Porta degli Dei.   Come dicono Gilbert e Cotterell, citando a loro volta de Santillana e von Dechend, il cammino del Sole (eclittica) nel nostro cielo incrocia sempre, malgrado la precessione solstiziale (o equinoziale), la Via Lattea ai due solstizi, nelle Porte suddette, nei segni del Cancro e del Capricorno (che sono quelli che hanno importanza astrologicamente in quanto “settori” uniformi dello zodiaco) e in visuale reale rispettivamente sopra Orione e tra le costellazioni di Gemini e Taurus per la prima Porta e tra Sagittarius e Scorpio per la seconda. La prima Porta serve per far scendere le anime, la seconda per le anime degne di risalire fino al Cielo (2).

            Nella figura del Codice di Dresda rappresentante un diluvio, un caimano, rappresentante la Via Lattea è posto all’estremo in alto e ha sul corpo i segni dei pianeti Venere, Marte, Mercurio, Giove; la testa è rivolta verso il  basso e fa uscire un gran fiotto d’acqua che cade verso il basso (3).

            Quello che ancora non era stato posto in evidenza è che la Via Lattea presenta effettivamente una “bocca”, ossia una zona oscura (visibile a occhio nudo), dovuta, ci dicono, a polveri cosmiche, e proprio in corrispondenza con questa bocca o fessura, dove vi è il nucleo galattico, avvengono i fatidici incontri solstiziali ciclici di cui stiamo trattando. Figurativamente la collego appunto alla bocca del caimano del Codice suddetto, e quindi alla causa del diluvio che i maya avevano ben compreso. Ma veniamo alle scoperte più recenti.

            In connessione, dietro la “bocca oscura”, risiede effettivamente il centro della nostra Galassia o Via Lattea, intorno al quale ruotano le sue braccia, luogo di immani forze energetiche come si può intuire e come si scopre con gli strumenti adatti. L’incontro con la “bocca” non avviene ogni anno, è solo con l’equatore galattico (la linea immaginaria che taglia nel senso della lunghezza la Via Lattea) che s’incontra il Sole nel suo percorso ai solstizi. Ma a causa della precessione questo incontro sta avvenendo sempre più in corrispondenza della “bocca”. John Major Jenkins, uno dei più seri studiosi, riferisce appunto che questa corrispondenza solstiziale avviene non solo per il 2012 ma dal 1980 al 2016, con leggeri spostamenti del Sole ogni volta verso il centro galattico. Ma i Maya hanno fissato il 2012, pare dire Jenkins! Interessante anche quanto aggiunge: “L’intera regione è segnata dalla croce formata dalla Via Lattea e l’eclittica, fra Sagittarius e Scorpio. Questa croce fu anche riconosciuta dai Maya e fu chiamata Strada Sacra o Albero Sacro. Questa intera regione è abbracciata da ciò che gli astronomi chiamano “protuberanza nucleare” del centro galattico, il centro della nostra Via Lattea”…”In senso generale possiamo dire che l’allineamento del 2012 è un allineamento fra il Sole del solstizio di Dicembre e il Centro galattico. Inoltre, poiché la protuberanza galattica è molto larga”… “ io mi ci riferisco come ‘era 2012’ ” Jenkins allude anche alla Tradizione primordiale. Abbiamo già detto che la precessione produce tale coincidenza, quindi avviene pienamente ogni 26.000 anni circa, salvo coincidenze parziali ogni quarto (4).

            Collegheremmo anche a quanto citato nel capitolo dei “Segni astrali” dal Visnù –purana sulla vadabamukha, la “bocca della cavalla” al Polo Sud. Proprio una bocca, o fessura uterina, pare l’apparente interruzione della Via Lattea e il Sud pare alludere ancora al capovolgimento dei Poli. 

            Per i cultori del simbolismo tradizionale la croce di Via Lattea ed eclittica, soprattutto se corrisponde proprio a un simbolo oggettivato in figurazione dai Maya, richiama lo studio della Croce cosmica più in generale (5). Richiama anche la rivelazione incarnativa del Cristo che difatti ha promesso come il suo Segno apparirà nel cielo subito dopo l’oscurarsi di Sole e Luna e la “caduta” delle stelle (S.Mt 24, 30). Beninteso, il Segno astronomico è solo intellegibile, pertanto ne occorrerà anche uno visibile, un’immensa Croce bianca secondo diversi veggenti. Che ciò avvenga inoltre in corrispondenza col simbolo della Porta degli Dei, fessura equiparata al Grembo della Grande Madre, ci dice anche che si tratta di una trasformazione generazionale, globale per tutta l’umanità verso un nuovo livello di realtà superiore alla quale, evidentemente, bisogna prepararsi prima, essere già pronti, per non venire travolti fisicamente e spiritualmente da questa ri-generazione Mariana. Non sto ora a insistere sul Soslstizio d'Inverno in cui si festeggia il Natale, coincidenza per cui, stavolta, non di salita si tratta ma di discesa del Dio Incarnato. Dobbiamo vedere nel 2012 una "discesa" a suo modo uguale ma invisibile?

            Fulcanelli, da cui eravamo partiti, testimonia una tradizione che parla di una scarica che giunge al Polo Nord e fa rovesciare la Terra. Se una scarica deve provenire dal centro galattico, questa deve investire tutto il sistema solare, compreso il Sole. Ma tale scarica, malgrado le apparenze, non può essere solo materiale, deve avere anche una componente spirituale purificatrice e generatrice nel contempo, nell’azione cosmica del Verbo e della Madre.

                                                                                                                                                                                                                                                            Federico Cavallaro

                                                                                                   1 Marzo 20

 

                                                                        NOTE

(1)  Cfr. Adrian G.Gilbert e Maurice M. Cotterell, Le Profezie dei Maya, Corbaccio, Milano 1996, p. 49. Su astri e mito si veda il bel libro di Alfredo Cattabiani, Planetario, Mondatori, Milano 1998.

(2)  ib., pp. 185-86.

(3)  Ib., p.232.

(4)  Cfr. il sito www.alignment2012.com; cfr anche M. Timmes “Destinazione Centro della Galassia”, “Hera” n.70 (nov.2005) pp.25-29; J.M.Jenkins, “Il Signore della creazione e il 2012”, “Hera” n.81 (ott.2006) pp. 33-37.

(5)  Cfr. R. Guénon, Il simbolismo della Croce, Rusconi, Milano 1973.